POSTMODERNO E TERRITORIO

Noi interagiamo ormai d’abitudine con il territorio: siamo abituati a modificare, rivalutare o peggio ancora sminuire e sottovalutare le virtù di un luogo.
Spesso però, si dimentica la complessità di queste trasformazioni e se ne sottovalutano le conseguenze.
Molti luoghi a volte incontaminati e lontani dai centri abitati, sono prescelti dall’uomo e utilizzati come discariche destinate allo stoccaggio o allo smaltimento di materiale inquinante.
Il lavoro è una testimonianza diretta di un luogo che l’uomo ha prescelto e destinato alla peggiore delle attività: l'inquinamento idrico, avente come componente fondamentale l'acqua!
Interventi umani atti a raccogliere e a far ingurgitare alla terra veleni: acque reflue, dove la presenza sempre più ampia di composti chimici di origine sintetica, impiegati nel settore industriale e dalle normali attività umane, quali i liquami domestici, compromettono l’ecosistema inquinando l’ambiente.
Un luogo dimenticato dove la natura deglutisce senza esitare i veleni dell’uomo.
Canali di scolo, voragini e grotte naturali adibite allo scarico di acque reflue cittadine.
Una dimensione dove colori, profumi e forme, creano stati emotivi vicini al dolore, alla tristezza. Un luogo prescelto dall’uomo e destinato all'omicidio dell’ambiente.